Stabili le condizioni del giovane.

Grave incidente in allenamento per il Campione europeo su pista.

Sorpresa al Mondiale master su pista.

Insieme alle scuole di Amatrice pedalando e sorridendo verso un futuro migliore

Sotto gli highlights della Gran Fondo La Medievale 

Si corre domenica 30 settembre da Tivoli a San Polo dei Cavalieri lungo il Parco dei Monti Lucretili

Como, 13 settembre 2018 – Ritorna il Grande Ciclismo sulle strade della Lombardia.

Riportiamo di seguito stralcio dell'articolo scritto dall'avvocato Lanciano e pubblicato sul sito www.miolegale.it in merito alle normative inerenti gara ciclistica e codice della strada.

"É convinzione (errata) di molti cicloamatori di potersi comportare nel corso di una competizione ciclistica come veri e propri professionisti e pertanto di poter condurre la propria bicicletta come se stessero gareggiando su una sorta di “pista” o “circuito” chiuso al traffico in cui tutto è consentito pur di andare più veloci ed arrivare primi al traguardo, in cui non vigono più le regole in materia di circolazione stradale.
Ebbene tale convinzione è errata e può rivelarsi oltremodo pericolosa: non solo, infatti, il mancato rispetto delle nome in materia di circolazione stradale espone l’atleta a dei rischi notevoli per l’incolumità personale propria e degli altri ma, in caso di sinistro, le conseguenze possono essere davvero spiacevoli e non di poco rilievo sul piano dell’attribuzione delle responsabilità.

La normativa.
Il Codice della Strada
Per analizzare la problematica è opportuno partire dall’analisi della normativa che regola le competizioni ciclistiche su strada. Il riferimento è, innanzitutto, all’art. 9 del Codice della Strada (Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285) rubricato “Competizioni sportive su strada”.
Tale norma è riferita a tutte le competizioni sportive su strada, non solo a quelle ciclistiche. Per le gare ciclistiche sono inoltre delle disposizioni specifiche. L’incipit della norma contiene un divieto: “Sulle strade ed aree pubbliche sono vietate le competizioni sportive con veicoli o animali e quelle atletiche, salvo autorizzazione”
Ne deriva che, a voler essere pignoli, perfino la bagarre tra amici al rientro dalla pedalata domenicale potrebbe essere considerata una violazione della norma, che prevede pesanti sanzioni amministrative in caso di violazione.
Per effettuare una gara ciclista occorre dunque una specifica autorizzazione. L’autorizzazione è rilasciata dal comune in cui devono avere luogo le gare atletiche e ciclistiche e, se la competizione interessa più comuni, è rilasciata dalla regione o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, in cui detti comuni si trovano.
Nelle autorizzazioni sono precisate le prescrizioni a cui le gare sono subordinate. Tali autorizzazioni devono essere richieste dai promotori della gara ciclistica almeno quindici giorni prima della manifestazione per quelle di competenza del sindaco (e pertanto per le gare che si svolgano interamente all’interno del territorio di un singolo comune) e almeno trenta giorni prima per le altre competizioni (ovvero per quelle che interessino il territorio di più comuni) e possono essere concesse previo nulla osta dell’ente proprietario della strada (ad esempio se il circuito di gara interessa sia strade provinciali che strade comunali occorrerà il nulla osta della provincia) (cfr. art. 9, comma 2 C.d.S).
Particolari disposizioni sono poi previste per le competizioni ciclistiche, in particolare ai commi 6-bis e 6-quater del citato art. 9 del Codice della Strada, laddove è stabilito che quando la sicurezza della circolazione lo renda necessario, nel provvedimento di autorizzazione di competizioni ciclistiche su strada, può essere imposta la scorta da parte di uno degli organi di cui all’articolo 12, comma 1 (polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia provinciale ecc.), ovvero, in loro vece o in loro ausilio, di una scorta tecnica effettuata da persone munite di apposita abilitazione (è la FCI a formare le scorte tecniche ed a rilasciare le autorizzazioni secondo propri regolamenti). Se la competizione si svolge all’interno di un solo comune o tra comuni limitrofi la scorta può essere affidata anche al corpo della Polizia municipale.
É interessante rilevare come, all’interno dell’art. 9 del Codice della Strada, che disciplina le competizioni sportive, siano previste tutta una serie di disposizioni volte a garantire la sicurezza dei partecipanti alla competizione stessa ed, in generale, di tutti gli utenti della strada, ma non è contenuta alcuna esplicita deroga alle norme in materia di circolazione stradale per gli atleti.
Il potere di disporre la sospensione, seppur per il tempo necessario al passaggio dei ciclisti – tempo normalmente intercorrente tra il passaggio dell’auto con il cartello inizio gara ciclistica e quella con il cartello fine gara ciclistica -, è un provvedimento assunto in fase di autorizzazione della manifestazione, e non automaticamente previsto dall’articolo 9 del Codice della Strada." 

per continuare a leggere https://www.miolegale.it/notizie/gara-ciclistica-rispetto-codice-della-strada/ 

quindi ricordiamo a tutti che l'unica eccezione è  fatta tra le due auto: quella di "inizio gara" e "fine gara"

Ottima prestazione per ilTeam Abruzzese al Giro del  Casentino

Riportiamo di seguito il provvedimento del Nado Italia in merito ad una sospensione cautelare a seguito di un controllo ad una GF.

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