T Red: la bicicletta in titanio che non ti aspetti.

Inizio con una premessa, non è uno spot pubblicitario ma semplicemente il mio racconto del bike test T-RED a Roma .


Chi non mi conosce penserà: “Che ne sa lui per dare un giudizio su una bicicletta?” Posso dire di avere discrete conoscenze tecniche dovute sia alla mia esperienza personale sia ad approfondimenti ; e poi.. chi meglio di un amatore per testare una bicicletta? Chi ama il ciclismo su strada quando può , cerca di superare i propri limiti sulle due ruote.
25 aprile: giornata di sole con un vento fastidioso, questa è la cornice al secondo giorno di bike test a Torvegata a Roma, la location scelta dalla Tred, giovane azienda italiana che produce telai da strada per la sua prima uscita romana.
Arrivo con le idee chiare, voglio provare il loro MANAIA un telaio in alluminio/magnesio arricchito con scandio e zirconio, una nuova lega che lo fa essere più rigido e quindi più “corsaiolo” di un classico telaio in alluminio. Arrivo, saluto Romolo Stanco, il progettista dei telai della T Red, con cui non avevo mai scambiato una parola, poi saluto Erica la responsabile Marketing dell’ Azienda dando così un volto alle chiamate dei mesi precedenti.
Lei mi chiedi;" Allora cosa vuoi provare? “Il Manaia” rispondo io... “Perché?” Mi chiede lei ...”Perché l’acciaio lo conosco come materiale (la mia prima bici è stata in acciaio e dopo i primi telai in carbonio sono tornato al primo amore l’acciaio italiano Tomassini) , il titanio non mi attira, l’ho sempre visto non da prestazioni esaltanti, il carbonio lo uso, ho un top di gamma francese, ed ho curiosità di provare la lega alluminio/magnesio/scandio e zirconio. “
Lei sorride e dice: “prova il nostro titanio e ti ricrederai”...ok... proviamolo.
Luca (il meccanico) e Giulia (Giulia Donato azzurra su pista) mi sistemano la bici ARACNIDE A02RD, è un telaio rosso e con le canne lucide classiche del titanio (quello in foto), allestimento top di gamma con Durace elettrico, curva alare Ritchey ruote in carbonio da 50, tubolari da 25” (già questo mi fa pensare, scorrono poco) .
Parto solo, tra scetticismo e curiosità di provare questa nuova bici. La strada in leggerissima discesa mi fa prendere velocità, scalo il rapporto e faccio la curva, mi alzo in piedi e scarico la mia forza sulla bici per vedere come reagisce ... inizia la sorpresa... la bici è reattiva, “cattiva” e fluida allo stesso momento.

Mi siedo e spingo ancora, nonostante il falsopiano in salita è “leggera” , non sembra abbia i tubolari da 25”,rilancio ancora simulando le situazione di corsa in gruppo con scatti e rilanci continui della bici.
Inizia la discesa, un lungo rettilineo ampio, vento forte laterale, e penso tra me “adesso con le ruote alte dovrò tenerla”. Altra sorpresa, nonostante il vento la bici non “scoda”, anzi le traiettorie sono pulite e precise. Sorpreso torno indietro e affrontando il falsopiano a salire apprezzo ancora la sua stabilità e la sua leggerezza.
Rientro e non dico nulla mi avvicino a Romolo e dico semplicemente ciò che penso: “Complimenti, hai trovato il giusto equilibrio tra comodità e prestazione”.


Il parco giochi continua, inforco la ARACNIDE A02RC in carbonio, stesse geometrie della bici in titanio ma con il caro e vecchio carbonio. Bici sempre top di gamma con cambio elettrico e Piega alare Dedacciai. Ruote da 60. Parto ancora con le sensazioni della bici precedente, stessa strada, stesse prove; su il deragliatore, giù il cambio e via, la bici reagisce come se non aspettasse altro, la senti perfetta al corpo come se fosse saldata ad esso, una sensazione che vivi solo con i top di gamma delle aziende più blasonate. Anche lei in discesa perfetta e nervosa all’uscita delle curve. Nei tratti in salita apprezzi oltre alla rigidità classica del carbonio di alta gamma la sua stabilità. Un vero gioiello!

 

Rientro e con un sorriso dico ad Erica che aveva ragione e che non avrei mai creduto alle prestazioni del Titanio e del Carbonio di loro produzione (il Manaia disponibile non è la mia misura, decido di non provarlo)

Parlo con Romolo, “padre” del progetto T Red e già dal suo eloquio capisci che non è solo un lavoro, ma pura passione, in T Red ogni telaio viene assemblato singolarmente e le prestazioni sono garantite in ogni taglia di telaio allo stesso modo (non sempre questo avviene in altre aziende), “mi chiedono che spessore hanno i tubi, e se sono uguali all’ Azienda X, ma non sanno che io ho disegnato la sezione dei tubi e che me li faccio fare su un mio progetto specifico.” Forse questa frase racchiude l’essenza della filosofia T Red e della capacità di chi lavora in questa giovane azienda nata da meno di 4 anni e già arrivata alla ribalta europea .

Saluto e vado via realizzando che la prossima volta dovrò provare il Manaia e a questo punto anche l’Aracnide in acciaio.

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