T°RED SpeedWay Kartodrome The new way.

Quando lo staff di T°RED BIKES presenta una nuova bici non lo fa per seguire una moda o per completare la gamma prodotti ma per raccogliere e interpretare una sfida, un nuovo modo per migliorare, ottimizzare, sviluppare la prestazione del binomio ciclista/bicicletta.


Il laboratorio Bianca Lab, che insieme a TOOT Engineering rappresenta l’origine progettuale e sperimentale di ogni bici T°RED è il motore dell’innovazione, delle idee, dello sviluppo di nuovi progetti (alcuni dei quali non vedranno mai luce) che spesso vengono portati in gara e testati dal team interno T°RED FACTORY RACING prima di diventare oggetto di “nuovi desideri” per gli appassionati.

È stato così per il MANAIA, nato come bici da pista riservata agli atleti e poi declinato in versione stradale con grande successo, per REA, la bici “da crono scalatore” oggi scelta dagli amanti della salita “ai limiti dei regolamenti UCI”, e per il Levriero, nato come bici da inseguimento e poi trasformato in arma da criterium road.
Per Romolo Stanco sono le gare, di qualunque disciplina, a motivare un nuovo percorso di ricerca, intuizioni e sviluppi inusuali e lontani dalle tendenze che spesso si sono rivelati vincenti. La pista, lo scatto fisso (ma ci sono in cantiere anche novità “sporche”…) sono state spesso il primo banco di prova perché rappresentano condizioni limite per molti aspetti: aerodinamica, stress del telaio, reattività e velocità, guidabilità, tenuta, trazione.
Su pista e nello scatto fisso T°RED ha rivoluzionato lo stato dell’arte vincendo a livelli mondiali con bici in metallo e non in composito, sviluppando componenti, ruote e la rivoluzionaria forcella TOOT T4T pista a perno passante combinandole con posizioni studiate nella Land of Performance trasformando i “non è possibile” in podi e vittorie.
“Non è il dominio tecnico che mi interessa” racconta Romolo Stanco “ma l’incrocio tra intuizioni innovative, verifiche progettuali, sensazioni e risultati che solo atleti di altissimo livello nelle condizioni limite della gara possono giudicare, aggiungendo all’equazione quei fattori fondamentali come feeling, fiducia, adrenalina non misurabili con sistemi di simulazione progettuale”.

Quando lo scorso autunno si iniziò a parlare della possibilità di correre il Campionato Italiano Fixed all’interno di un kartodromo indoor come già avevano iniziato a fare gli organizzatori di Rad Race e Mission Crit è risultato chiaro che le bici “più veloci del mondo” nella disciplina a “scatto fisso”, vincitrici della RAD RACE -monopolizzando il podio- e dominatrici in quasi tutte le gare cui hanno partecipato dall’esordio del 2017, non fossero adatte per esaltare le capacità degli atleti del T°RED FACTORY RACING. Occorreva qualcosa di diverso e il team di Romolo Stanco con il supporto di Francesca Selva, Facundo Lezica e di TOOT Engineering è partito dal foglio bianco per riprogettare ogni dettaglio che potesse esaltare prestazioni e guida su piste larghe 6-7 metri, con rettilinei di poco superiori ai 100 metri e curve di raggio di parecchio inferiore ai dieci metri.
L’esperienza nei go-kart e nel settore automotive ha evidenziato i punti chiave del progetto. Una maggiore impronta a terra del pneumatico avrebbe consentito una maggiore inclinazione, dunque possibilità di piega molto superiori a una normale bici a scatto fisso. L’uso di pneumatici di sezione maggiore avrebbe permesso angoli di “piega” molto superiori ma, pur lavorando su grip del pneumatico e pressioni, la condizione per “sfruttare” questo valore aggiunto è necessariamente anche una maggiore velocità in curva per equilibrare con una maggiore velocità di percorrenza la forza centripeta che potrebbe far incorrere l’atleta in una caduta. Trovare l’equilibrio tra maggiore inclinazione (e dunque minore raggio di percorrenza della curva) e maggiore velocità di percorrenza è stato il punto chiave della progettazione del telaio della SpeedWay Kartodrome. Per favorire l’agilità e la velocità nelle curve strette il baricentro dinamico complessivo bici/atleta è stato alzato di circa 3 cm garantendo una leva maggiore (maggiore agilità) ma anche una maggiore instabilità. In motoGp si cerca di abbassare il più possibile i baricentri per rendere più stabile la moto in curva ma mentre nelle moto si cerca di ottimizzare le (alte) velocità di percorrenza con stabilità e baricentro basso, nel motocross si alza il baricentro per favorire l’agilità nei fettucciati e nel guidato alzando anche gli appoggi dei piedi. La soluzione è stata quella di alzare il movimento centrale di ben 4 cm riducendo il drop (distanza verticale tra asse ruote e centro movimento centrale) a soli 25mm. In questo modo la distanza da terra delle pedivelle consente inclinazioni ancora più accentuate ma la guida è favorita dal lavoro di spinta sui pedali anche in fase di curva.
Nella gara di Mantova questa caratteristica era evidentissima nelle prime 4 curve del tracciato in cui Francesca Selva poteva mantenere velocità molto elevate con un angolo di piega di 10° superiore a una bici fixed con pneumatici da 28mm, in assoluta sicurezza e continuando a spingere. Nel primo tratto di pista Francesca Selva guadagnava quasi un secondo sulle dirette avversarie. Merito anche delle straordinarie doti di guida della veneziana che anche con il suo Manaia ha spesso conquistato gare tecniche e difficili grazie alle sue caratteristiche di guida.
Altra caratteristica della SpeedWay Kartodrome è la sezione differenziata tra pneumatico posteriore (da 44mm) e anteriore (da 38mm) frutto dei test e della collaborazione con Renè Herse che ha fornito gomme dalla mescola e dal disegno identico con sezioni differenti. È stata progettata ad hoc una forcella a steli più lunghi e maggior “clearance” del pneumatico (può ospitare fino al 50mm con lunghezza A2C da 397mm e rake regolabile da 43-45 e 50mm tramite un inserto eccentrico nella sede del perno ruota così da poter regolare il rake in funzione anche dello stile di guida. La forcella, rigorosamente a perno passante 12mm è stata costruita in versione “pista” ma sarà disponibile anche con attacco per pinza freno flat mount per chi volesse utilizzare la SpeedWay su percorsi urbani. I cerchi TOOT di alto profilo (87mm posteriore 61mm anteriore) sono montati da PippoWheels con mozzi differenti, al posteriore un gioiello di produzione argentina il P70 Madison di Trabocchi mentre all’anteriore una esclusiva T°RED BIKES ovvero il 24 raggi radiali pista perno passante made in USA da Industry9.
Se l’esempio delle moto è stato fondamentale nelle soluzioni tecnico geometriche è stato fondamentale anche capire che le moto beneficiano del lavoro degli ammortizzatori di cui la bici è ovviamente priva.

Per questa ragione è stato proprio il mondo dei go-kart di ispirazione per la progettazione del telaio che è stata sviluppata con tubazioni in acciaio cromo molibdeno di derivazione kartistica con diametri 30, 32 e 35mm e spessori differenziati per ottenere una deformazione elastica controllata che comporta aumento di stabilità in curva, maggiore trazione nelle accelerazioni e miglior controllo nella guida. Messa da parte quindi la soluzione AlScaZir® del Manaia in favore di un telaio più morbido e pastoso così come avviene per i go-kart da competizione, dove spesso rigidezza non è sinonimo di prestazione.

Anche le parti ricavate da pieno sono state disegnate ex novo, i dropouts con lunghe cave per il perno ruota della ruota posteriore consentono una variazione della wheelbase fino a 50mm mentre per lo sterzo (anch’esso ricavato da pieno) si è scelta la soluzione 1”1/8 1” 1/2 per diminuire la flessione e aumentare il controllo sull’anteriore. Il BB è un BSA passo inglese con calotte Rotor mentre il drivetrain è stato studiato, dopo aver analizzato i percorsi, per minimizzare le forze inerziali e favorire le fasi di frenata e accelerazione a discapito della velocità in rettilineo. Si è mantenuto il perno guarnitura da pista Rotor Track30 con Q factor 140mm e linea catena 42,5mm, le pedivelle sono delle Rotor Aldhu 165mm in alluminio mentre la corona di derivazione MTB è una Rotor Direct Mount da 36 o 38 denti. La catena utilizzata è una Izumi SuperToughness 1/2” 1/8” (molti si chiedono come possa funzionare su una corona MTB…) mentre il pignone è un Royce in titanio 13T.

Anche il cockpit con una strana posizione di guida allungata ma molto alta è stato oggetto di molte prove soprattutto nel kartodromo di Affi con Francesca Selva. Alla fine si è optato per uno stem da 140mm 70° in positivo (con una soluzione simile a quella dello stayer Horkokhan) e un manubrio in alluminio fatto ad hoc con larghezza 50 cm, drop di 12° reach di 70mm e drop di 110mm. Francesca Selva (che guida molto sull’anteriore) ha optato per un reggisella a arretramento 0mm mentre Lezica ha preferito un maggior arretramento per favorire la trazione del posteriore. La sella Dash Stage larga solo 115mm e lunga 245mm è stata scelta per consentire un movimento molto rapido sulla sella nei cambi di direzione.

In molti diranno: “e tutto questo per vincere un Campionato Italiano fixed?” (e andare anche a podio con Alessandro Mariani che ha provato la SpeedWay Kartodrome per la prima volta nelle prove libere della gara acquistando confidenza giro dopo giro fino ad arrivare vicino alla vittoria nella finalissima della Dante’s Hell in cui ha ceduto solo all’ultimo giro a un bravissimo Matteo Ciaponi).

La risposta di Romolo e dei ragazzi di T°RED è che se troverete qualcosa di unico, di emozionante, di innovativo nelle loro bici da strada molto del merito è dovuto alla ricerca e all’esperienza maturata nei campi gara.
“In gara l’atleta vuole vincere e tutti gli atleti sono lì per vincere” spiega Lezica (Facundo, campione argentino in Madison e Corsa a punti) “in quei casi nessuno è chiaramente inferiore e ogni dettaglio è importante. Per questo T°RED è unica al mondo: perché non trascura nessun dettaglio e noi ci fidiamo della bici al 120%”.
Francesca Selva, che dopo un inverno e una primavera travagliati per problemi alle ginocchia ha ricominciato ad allenarsi da due settimane, ha vinto entrambe le gare del Campionato Italiano in modo netto: “più guidavo e più andavo forte, più andavo forte e più mi divertivo e sentivo che il limite era lontano. Forse non avevo la gamba dei giorni migliori ma abbiamo esaltato le caratteristiche che su questo tipo di percorso fanno la differenza e il risultato si è visto. A causa del furto purtroppo sono stata l’unica a poter provare la bici qualche settimana prima della gara nel kartodromo indoor di Affi - Affi Kart, che ringrazio molto per la possibilità - e ho avuto modo di creare un feeling con la mia Kartodrome che mi ha permesso di andare con la testa, la fiducia e la guida oltre le gambe. Come dice sempre Romolo, al Gp di Montecarlo vince il pilota che guida meglio, non il motore più potente e io mi sono fidata. D’altra parte c’è molto di mio e di Facu nello sviluppo di questo progetto e mi dispiace che Alex Verardo e Mattia Corrocher non abbiano potuto usare la SpeedWay”.

Ma ora la domanda è: Questa Speedway Kartodrome sarà anche disponibile per chi vuole una bici inusuale dal divertimento assicurato?

Tre sono le versioni in cantiere: oltre la SpeedWay Kartodrome rigorosamente a scatto fisso e senza freni ci sarà anche la SpeedWay UrbanFighter con freno a disco anteriore e possibilità di scatto fisso o single speed, e anche di pedalata assistita e per l’autunno una versione SpeedWay Dirtyfighter di cui, però, è presto per dare dettagli e caratteristiche.

Dalle vittorie si passa sempre al divertimento.
Dalla maglia tricolore conquistata da Francesca Selva a quello che può regalare la SpeedWay anche in città percorrendo, in pieno stile T°RED, sempre una strada nuova.
SpeedWay is the NewWay.

Vota questo articolo
(3 Voti)
Devi effettuare il login per inviare commenti
Torna in alto

banner468x60 256

Loading
https://bikelive.it/modules/mod_image_show_gk4/cache/BannerOttaviani.BannerBottom2015gk-is-163.jpglink
https://bikelive.it/modules/mod_image_show_gk4/cache/BannerBevilacqua.Logo-nuovo-BEVILACQUA50gk-is-163.jpglink

DIFFUSIONE CICLISMO

  • CHI SIAMO
  • SERVIZI
  • PREZZI
  • CONTATTI

Ultimo Km

Libero 6

Libero 2

Libero 3