GIRO DI COMMENTI - MA PERCHE’ EWAN NON IMPARA DA DEMARE?

A cura di Carlo Gugliotta

Prima di salire in montagna, vorrei fare una breve riflessione sugli sprint. Sugli sprinter, anzi.

Perchè ancora una volta, in questo Giro d’Italia, abbiamo assistito al ritiro di Caleb Ewan, passato praticamente sotto traccia visto che l’australiano non ha vinto nemmeno una tappa. E’ inutile nascondersi, lo dico con tutta franchezza: ogni anno mi viene da domandarmi perchè Caleb decida di presentarsi al via della corsa rosa con l’ambizione di non finirla. Oltretutto, il corridore della Lotto-Soudal fa questa cosa in maniera sfacciata, annunciando fin dalle prima frazioni quale sarà la tappa in cui se ne andrà a casa. Aveva deciso di andarsene via dopo Reggio Emilia, e se ne è andato.
E’ un comportamento che manca completamente di rispetto a tutti il suo: agli organizzatori e soprattutto ai tifosi, che ogni anno vedono Ewan correre e buttarsi in mischia negli sprint, facendo anche qualche danno (vedi la prima tappa, quando è caduto dietro Van der Poel e Girmay), cerca di fare suo ogni sprint ma tanto poi alla fine la storia è sempre la stessa.
Negli anni in cui Mario Cipollini correva al suo massimo livello, in alcune circostanze il suo team non fu invitato a partecipare al Tour de France in quanto Re Leone non è mai riuscito a completare la Grande Bouclé. Era un ciclismo diverso, c’erano ancora gli inviti per tutte le squadre. Adesso, con la storia del World Tour, ognuno fa come gli pare. Vero, Caleb? Tanto nessuno può impedirti la partecipazione provvisoria alla corsa rosa.
A fare da contraltare alle mancanze di rispetto di Caleb Ewan, ci pensa Arnaud Demare. Diciamo la verità, tra francesi e italiani non c’è mai stato grande feeling, ma questo ragazzo dimostra davvero di amare questa corsa, ed è un piacere acclamarlo vincitore al termine delle tappe in cui riesce ad imporsi. Demare è il classico velocista dal quale dovrebbero imparare tutti: serio, pacato e soprattutto un ragazzo che viene all Giro con l’obiettivo di vincere, a volte rinunciando anche al Tour. Lui che è francese. E scusate se è poco.

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