GIRO DI COMMENTI - QUALCUNO CHIEDA SCUSA A CICCONE

A cura di Carlo Gugliotta

E’ il caso di chiedere scusa a Giulio Ciccone. Non è colpa sua se a 27 anni gliene sono successe di tutti i colori.

Troppo facile stare sul divano a criticare un ragazzo che ha sempre fatto la vita da atleta, che si è impegnato per raggiungere i risultati e che, complice forse anche una pressione davvero schiacciante, negli ultimi due anni non è riuscito mai ad esprimersi nel migliore dei modi. Prendere la bronchite e il Covid a 15 giorni dalla partenza del Giro è qualcosa che non si augura nemmeno al peggior nemico, e lasciatemelo dire, è un miracolo che con quell’intoppo nella preparazione il corridore della Trek-Segafredo sia ancora lì davanti a lottare. Vincere una tappa al Giro è una gioia che non tutti riescono a vivere in carriera, Giulio quest’emozione l’ha vissuta tre volte. E noi ci auguriamo che possa viverla ancora tante volte.
La squadra, nel frattempo, gongola: la maglia rosa di Juan Pedro Lopez, la vittoria di Ciccone, il tentativo di record dell’ora femminile che domani Ellen van Dijk proverà a far segnare. Ci si attende davvero molto da questa formazione anche nella terza settimana del Giro, oltre che in campo femminile, dove rappresenta uno dei tre top team mondiali. Ma senza divagare troppo, rincaro la dose: qualcuno chieda scusa a Ciccone. Non vincerà il Giro, ma con queste azioni ci regala spettacolo. E cosa c’è di più bello?

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