GIRO DI COMMENTI - SARA’ UN GIRO DI SECONDI?

A cura di Carlo Gugliotta

E’ più forte di me, leggo il nome di Jai Hindley e mi viene da pensare al 2020, l’anno del famoso Giro d’Italia a ottobre, quando alla cronometro finale di Milano si presentarono a pari merito in testa alla classifica l’australiano con Tao Geoghegan Hart.

L’australiano è ben consapevole che ogni secondo può permettere di far vincere o far perdere il Giro d’Italia, ma su una cosa credo che tutti possiamo essere d’accordo: fino ad oggi, la guida di Enrico Gasparotto è stata sicuramente migliore di quella che i direttori sportivi hanno avuto nei suoi confronti nel 2020, quando perse la corsa rosa insieme a Kelderman. All’epoca i due difendevano i colori del Team Sunweb, e da quelle parti si stanno ancora mangiando le mani per come è andata.
Hindley è il capitano, Carapaz è l’uomo da battere: oggi la Ineos-Grenadiers ha dimostrato di non essere una squadra imbattibile, in quanto il team comincia ad essere stanco. E’ anche normale: è stato un Giro molto dispendioso fino ad oggi, ma adesso, come ha detto il vincitore del Giro 2019, bisogna essere “concentrati fino alla fine verso l’obiettivo”.
Questa Bora-hansgrohe può battere la Ineos-Grenadiers? Sulla carta sì, perchè avere corridori come Kelderman, Kamna e Buchmann fanno capire che, al di là del faraonico budget che i britannici hanno a disposizione, nel ciclismo c’è molto di più. Quello che è certo è che ci attendono altre tappe spettacolari.

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