COMMENTOUR - JUMBO-VISMA, UN SUICIDIO ANNUNCIATO?

A cura di Carlo Gugliotta

Nei giorni scorsi (ne ho parlato a lungo anche nelle dirette sul mio canale YouTube, anzi vi lascio qui il link se volete iscrivervi: https://www.youtube.com/channel/UCSfhYbQ-sQOMKxpxexkztbQ) la Jumbo-Visma sembrava avere le idee un po’ confuse. In alcune tappe la squadra è stata anche criticata per alcune scelte tattiche che non hanno convinto, ma chi vince ha sempre ragione, tant’è vero che sul Col du Granon c’è stato poco da fare per tutti.

In quella circostanza, il team olandese ha svolto un autentico capolavoro, con i numerosi attacchi che hanno messo Pogacar alle corde e hanno visto Vingegaard prendersi la maglia gialla. Il tutto grazie anche a Primoz Roglic, il quale, nonostante le botte prese sul pavè, ha lavorato duramente in salita per permettere al compagno di andarsi a prendere quella maglia che lui ha perso in malo modo nel 2020.
Oggi, alla vigilia del giorno di riposo, Primoz Roglic non parte per la tappa. Ed è strano, decidere di non partire proprio alla vigilia del giorno di riposo. Non avrebbe avuto più senso stringere i denti oggi, arrivare al giorno di riposo e poi martedì decidere cosa fare? La decisione è stata invece quella di non partire oggi, recuperare e preparare la Vuelta. Non conosciamo bene le dinamiche interne alla sua squadra, per carità: ma anche la caduta di Steven Kruijswijk oggi è stata molto “strana”, così come quella dello stesso Vingegaard, occorse a pochi minuti l’una dall’altra. Soprattutto quella di Vingegaard è stata davvero particolare, perchè buttato a terra dal compagno di squadra Benoot: per quanto gli incidenti possano capitare, parliamo di professionisti. Ci si sta giocando la maglia gialla al Tour, non di certo l’ultima corsa al mondo.
Doveva essere una tappa di transizione a Carcassonne, invece è stata una carneficina per la Jumbo-Visma, che ora si trova a pari merito, in termini di numeri, con la UAE Team Emirates. Senza Kruijswijk e senza Roglic sarà molto più difficile controllare la corsa dall’inizio alla fine: si crea quindi un problema che deve essere risolto in fretta dai tecnici della squadra. Tra l’altro, per Kruijswijk sembra davvero una maledizione: al Giro d’Italia del 2016 perse la corsa per colpa di una caduta nella neve sul Colle dell’Agnello mentre era in maglia rosa. In quella circostanza si ruppe una costola, e fu Vincenzo Nibali a strappargli il simbolo del primato. Sarà difficile cercare di capire cosa succederà sui Pirenei, ma è stata una giornata davvero nera per la maglia gialla.

Foto Thibault Camus/AP

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