La Tour de France Femmes cambia ancora padrone e lo fa nel modo più spettacolare, ma anche più controverso possibile.
Dopo aver conquistato la maglia gialla sul Mont Ventoux, Kasia Niewiadoma è stata costretta a cedere il simbolo del primato a Demi Vollering, protagonista di una grande rimonta nella parte finale dell’ottava tappa. La neerlandese ha attaccato sul muro a circa sei chilometri dall’arrivo, ha raggiunto e staccato Niewiadoma negli ultimi metri della salita e ha completato il ribaltone conquistando anche la vittoria di tappa.
Ma subito dopo il traguardo è esplosa la polemica.
Niewiadoma ha infatti puntato il dito contro Célia Gery, compagna di squadra di Vollering, accusandola di averla ostacolata proprio all’inizio della salita decisiva.
Niewiadoma: “Mi ha bloccata contro le transenne”
La dinamica dell’episodio sarebbe avvenuta fuori dalle immagini televisive.
Secondo il racconto della polacca, Gery si sarebbe posizionata davanti a lei costringendola a rallentare proprio mentre iniziava il tratto più impegnativo.
“Ero super irritata all’inizio della salita, perché Gery mi ha bloccata contro le transenne e ho dovuto smettere di pedalare”, ha raccontato Niewiadoma.
La leader uscente non ha nascosto la propria rabbia.
“Se vogliono sfidarmi, devono farlo in modo corretto e non chiudendomi contro le transenne. Per me è una cosa infantile. Onestamente, ho perso tutto il rispetto per loro.”
Parole pesanti, soprattutto considerando che il bersaglio delle accuse è una compagna di squadra della nuova maglia gialla.
Va però sottolineato che l’accusa di Niewiadoma non costituisce, sulla base delle informazioni disponibili, una decisione ufficiale della giuria di gara. La dinamica è infatti avvenuta fuori dall’inquadratura televisiva e non sono stati forniti ulteriori elementi che permettano di stabilire con certezza l’intenzionalità della manovra.
Vollering parte e Niewiadoma resiste, poi cede
La polemica non deve però oscurare la prestazione di Vollering. La neerlandese ha scelto il momento perfetto per attaccare sul muro finale. Niewiadoma è riuscita inizialmente a chiudere il distacco, ma ha dovuto pagare lo sforzo proprio nelle battute conclusive. Vollering non ha rallentato e ha continuato a guadagnare terreno fino al traguardo. Alle sue spalle, Niewiadoma è rimasta senza energie. Una volta terminata la salita, la polacca non è più riuscita nemmeno a collaborare con Elisa Longo Borghini nel tratto verso Nizza.
Il risultato è stato un ribaltamento completo della classifica.
Vollering aveva iniziato la giornata con 15 secondi di ritardo da Niewiadoma. Dopo la tappa, la situazione è completamente cambiata: la neerlandese guida ora la classifica generale con 8 secondi di vantaggio sulla polacca.
Un Tour ancora apertissimo
Nonostante il sorpasso, la corsa non è affatto chiusa. L’ultima tappa attende infatti le protagoniste con un percorso destinato a rendere ancora più incerto il finale: 100 chilometri attorno a Nizza e quattro passaggi sul Col d’Èze.
Otto secondi sono un margine minimo quando restano ancora così tante difficoltà da affrontare.
Niewiadoma, dal canto suo, non sembra intenzionata ad arrendersi. “Abbiamo ancora lo stesso obiettivo: conquistare la maglia gialla. Dobbiamo analizzare questa giornata e preparare un piano.” La polacca dovrà quindi trasformare la rabbia in energia. Per Vollering, invece, la sfida sarà difendere quella maglia conquistata in appena una giornata.
E dopo le accuse di Niewiadoma, l’ultimo atto della Tour de France Femmes promette di essere ancora più teso.