Pogacar, il video con Urska è un successo mondiale: ecco come è nato

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Non capita tutti i giorni di vedere Tadej Pogacar nei panni di un protagonista di una sketch. Ancora meno di riuscire a coinvolgerlo in un video costruito attorno alla sua compagna Urška Žigart. Eppure Sporza ci è riuscita, dando vita a uno dei contenuti più sorprendenti e condivisi dell’ultimo periodo.

Il video realizzato da Linde Merckpoel per la rubrica Vlammen è diventato rapidamente virale, superando 2,2 milioni di visualizzazioni e 140.000 “mi piace” sui social. Un successo che ha oltrepassato i confini del Belgio e che ha trasformato una semplice idea nata qualche tempo prima in uno dei momenti più divertenti della settimana ciclistica.

Ma dietro quei pochi minuti di video c’è una storia tutt’altro che scontata. Perché convincere Pogačar a fermarsi, spiegargli una sketch e soprattutto ottenere da lui la disponibilità a interpretarla non era affatto semplice.

Un’idea che sembrava quasi impossibile

L’idea, racconta Merckpoel, era già nella testa della redazione da un po’. A proporla inizialmente era stata Marijn de Vries, ma la stessa Merckpoel ammette di aver pensato che difficilmente sarebbe diventata realtà.

Il protagonista era infatti uno dei corridori più richiesti e riconoscibili del mondo, mentre il progetto era tutt’altro che una normale intervista.

La svolta è arrivata quando Pogačar si trovava in Francia per seguire la situazione legata alla sua compagna. De Vries ha contattato Matteo, addetto stampa di AG Insurance-Soudal, la squadra di Žigart, per capire se ci fosse una possibilità concreta di coinvolgere il campione sloveno.

La risposta iniziale è stata positiva. Ma fino all’ultimo nulla era garantito.

«La sera prima dell’ultima tappa ci aveva detto che c’era il 55% di possibilità», ha raccontato Merckpoel. La mattina successiva, invece, è arrivata la conferma: Pogačar avrebbe partecipato.

L’attesa dietro al camper

A quel punto è iniziata una vera e propria operazione logistica.

La squadra di Sporza si è spostata sul percorso e, poco dopo le 14, ha ricevuto la posizione precisa nella quale Pogačar sarebbe arrivato. Il punto indicato conduceva a una curva dove si trovava effettivamente il camper della famiglia di Urška e Tadej.

Mancava però ancora il protagonista.

Pogačar, infatti, si era concesso alcuni chilometri di allenamento nella zona. Poi, dopo circa un’ora di attesa, è comparso all’improvviso.

E il suo arrivo non è passato inosservato.

Il campione del mondo si è presentato con un cappellino della carovana pubblicitaria e soprattutto con la sua bicicletta iridata. In pochi istanti le persone presenti hanno iniziato ad avvicinarsi per chiedergli fotografie e autografi.

Per Merckpoel era il momento più delicato. Per realizzare il video serviva infatti un ambiente relativamente tranquillo, lontano dalla confusione e dalle continue richieste dei tifosi.

La giornalista ha quindi trovato il coraggio di avvicinarsi al corridore.

Quando ha sentito nominare Sporza, Pogačar ha riconosciuto immediatamente la testata e ha accettato di spostarsi dietro il camper per registrare il contenuto. Anche lì, però, i tifosi continuavano ad avvicinarsi. A quel punto è stato il padre di Urška a intervenire per creare un minimo di spazio intorno alla troupe.

Pogacar capisce tutto in un minuto

La parte più sorprendente, secondo Merckpoel, è stata la rapidità con cui Pogačar ha compreso il meccanismo della sketch.

Il concetto era volutamente particolare: il campione sloveno avrebbe dovuto essere quasi una figura secondaria, mentre tutta l’attenzione era concentrata sulla sua compagna Urška Žigart.

Merckpoel gli ha spiegato l’idea in appena un minuto.

Pogačar ha capito immediatamente dove volesse arrivare la giornalista e si è messo al gioco.

«Era così intelligente e divertente. In una sketch il tono e il tempismo sono fondamentali. Altrimenti diventa semplicemente cringe. Ma con lui avevo il perfetto compagno di scena», ha spiegato Merckpoel.

Ed è probabilmente proprio questa naturalezza ad aver contribuito al successo del video. Pogačar non appare costruito o impacciato: entra perfettamente nel gioco e lascia emergere un lato molto più leggero rispetto a quello che normalmente mostra durante le competizioni.

La sorpresa della maglia HAB

Ma la troupe aveva preparato anche un’altra sorpresa.

Pogačar non sapeva che Sporza aveva portato con sé una maglia speciale. Sul davanti compariva la scritta “HAB”, acronimo di Husbands and Boyfriends, mentre sul retro era stata realizzata una particolare composizione fotografica.

La reazione del corridore era tutt’altro che scontata.

«Non sapevamo bene come avrebbe reagito», ha raccontato Merckpoel, spiegando che indossare quella maglia avrebbe inevitabilmente attirato ancora più attenzione su di lui.

Pogačar, invece, l’ha apprezzata immediatamente.

L’ha indossata, ha mandato un selfie a Urška e, cosa ancora più significativa, ha finito per tenerla addosso per tutta la gara.

Un dettaglio che ha colpito particolarmente Merckpoel, anche perché racconta qualcosa del carattere del campione sloveno lontano dalle corse.

Pogačar ha persino chiesto dove sarebbe stato pubblicato il video. Alla risposta “Instagram”, ha spiegato di non essere particolarmente interessato al social network.

Il lato più umano del campione del mondo

È proprio questo aspetto ad aver conquistato Merckpoel.

Secondo la giornalista, Pogačar ha mostrato ancora una volta di essere molto lontano dall’immagine del campione irraggiungibile. In quel momento sembrava semplicemente un ragazzo divertito dall’idea di scherzare sulla propria relazione e di sostenere la compagna.

La sua disponibilità ha permesso alla sketch di funzionare proprio perché non sembrava forzata.

E il pubblico ha risposto immediatamente.

In appena 24 ore il contenuto ha raggiunto 2,2 milioni di visualizzazioni e circa 140.000 “mi piace”, continuando a essere condiviso e commentato anche fuori dal Belgio.

Un risultato che ha sorpreso persino chi aveva lavorato al progetto.

“Uno dei momenti più belli della mia carriera”

Per Merckpoel, l’esperienza è diventata uno dei momenti più significativi della sua carriera. «È semplicemente bello perché è un video positivo. Non puoi arrabbiarti guardandolo», ha spiegato, sottolineando anche il valore di un contenuto capace di portare leggerezza in un periodo caratterizzato spesso da polemiche e negatività.

E non è stato soltanto Pogačar a vivere con entusiasmo l’esperienza. Il campione sloveno si è fermato anche a parlare con il videomaker Thibault del modo in cui era stata progettata la maglia, mentre il giovane stagista Sam è rimasto completamente sorpreso dall’incontro.

La troupe di Sporza pensava che il momento più memorabile della settimana sarebbe stato probabilmente l’atmosfera creata nella cosiddetta Belgenbocht. Poi è arrivato Pogačar, con la sua bicicletta iridata, il cappellino della carovana e quella maglia decisamente particolare.

E una semplice idea sulla coppia Pogačar-Žigart si è trasformata in un video da milioni di visualizzazioni.

Il merito, oltre alla trovata iniziale, è stato anche del protagonista: Pogačar si è dimostrato esattamente ciò che serviva per far funzionare la sketch, un campione capace di mettere da parte per qualche minuto la serietà della competizione e giocare con il proprio personaggio.

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