Nuovo episodio disciplinare per Gianni Moscon. Il corridore della Red Bull-BORA-hansgrohe è stato squalificato dalla Vuelta a Burgos 2026 al termine della terza tappa per comportamento scorretto, nonostante avesse regolarmente concluso la frazione. La decisione è stata presa dalla giuria di gara dopo l’arrivo e comporta l’immediata esclusione dalla corsa spagnola, oltre a una penalizzazione nel sistema disciplinare introdotto dall’Unione Ciclistica Internazionale.
Al momento gli organizzatori non hanno reso nota la dinamica dell’episodio che ha portato al provvedimento. Nel verbale dei commissari viene indicata la violazione dell’articolo 2.12.007 (comma 8.2.1) del regolamento UCI, relativo ai comportamenti impropri nei confronti della corsa o degli altri corridori.
La decisione della giuria dopo l’arrivo
Moscon aveva completato regolarmente la terza tappa della Vuelta a Burgos, ma la sua posizione è stata rivista al termine della giornata. Dopo aver esaminato l’accaduto, la giuria ha disposto la squalifica del trentino, che è stato così estromesso dalla competizione.
Oltre all’esclusione dalla corsa, il corridore italiano ha ricevuto una penalizzazione di 50 punti UCI e un cartellino giallo, misura introdotta dalla federazione internazionale per sanzionare i comportamenti irregolari durante le gare.
Si tratta del secondo cartellino giallo ricevuto da Moscon nel corso della stagione 2026, un aspetto da non sottovalutare considerando che il regolamento UCI prevede sanzioni disciplinari più severe al raggiungimento di determinate soglie nell’arco del periodo di riferimento.
Un nuovo episodio che riporta alla mente i precedenti
In attesa che vengano chiariti i dettagli dell’accaduto, la squalifica riaccende inevitabilmente l’attenzione sul passato disciplinare del corridore trentino. Nel corso della sua carriera Moscon è stato infatti protagonista di diversi episodi che hanno portato a provvedimenti da parte della sua squadra e dell’UCI.
Nel 2017, durante il Tour de Romandie, venne sospeso per sei settimane dall’allora Team Sky dopo gli insulti razzisti rivolti al francese Kévin Reza.
L’anno successivo, al Tour de France 2018, fu espulso dalla Grande Boucle e successivamente squalificato dall’UCI per cinque settimane dopo aver colpito Élie Gesbert nel corso della quindicesima tappa.
Un altro episodio risale alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne 2020, quando venne squalificato per aver lanciato la propria bicicletta contro Jens Debusschere in seguito a una caduta. Un gesto che fu condannato pubblicamente anche dalla sua squadra di allora, la Ineos Grenadiers.
Attesa per chiarire l’accaduto
Negli ultimi anni Moscon sembrava aver lasciato alle spalle gli episodi che avevano segnato la prima parte della sua carriera, concentrandosi esclusivamente sull’attività agonistica. La squalifica arrivata alla Vuelta a Burgos rappresenta quindi un nuovo passo indietro sotto il profilo disciplinare.
Resta ora da capire cosa sia realmente accaduto durante la terza tappa. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sull’episodio contestato, ma l’esclusione dalla corsa e il secondo cartellino giallo stagionale rischiano di avere conseguenze anche sul prosieguo della stagione del corridore della Red Bull-BORA-hansgrohe