Dieci anni fa l’impresa di Greg Van Avermaet: l’oro olimpico di Rio che ha fatto la storia del ciclismo belga

Ci sono vittorie che valgono una carriera e altre che entrano direttamente nella storia dello sport. Il 6 agosto 2016, sulle strade di Rio de JaneiroGreg Van Avermaet conquistò la medaglia d’oro nella prova in linea dei Giochi Olimpici, firmando quella che ancora oggi viene ricordata come una delle imprese più emozionanti del ciclismo moderno. A dieci anni di distanza, quel successo resta il punto più alto della carriera del corridore belga, capace di trasformare una gara che sembrava ormai sfuggita di mano in un trionfo destinato a rimanere nella memoria degli appassionati.

L’oro conquistato sulla celebre Copacabana arrivò al termine di una corsa ricca di colpi di scena, disputata su uno dei percorsi più impegnativi dell’intero programma olimpico. Van Avermaet partiva senza i favori del pronostico, ma riuscì a sfruttare ogni occasione fino a centrare la vittoria più importante della sua carriera.

Un percorso durissimo sulle strade di Rio de Janeiro

La prova in linea olimpica si sviluppava lungo un tracciato estremamente selettivo, caratterizzato dalla salita della Vista Chinesa, quasi nove chilometri con pendenze che in alcuni tratti raggiungevano il 18%. Era proprio quel settore a rappresentare il punto chiave della gara e, come previsto, fu lì che i migliori iniziarono a fare la differenza.

A una ventina di chilometri dal traguardo sembrò arrivare l’azione decisiva. Vincenzo NibaliRafał Majka e Sebastián Henao riuscirono ad avvantaggiarsi sul resto dei favoriti, mentre Van Avermaet, dopo aver resistito il più possibile sulle rampe più dure, fu costretto a lasciare qualche metro ai migliori scalatori.

Con il trio al comando e un margine in crescita, la lotta per l’oro sembrava ormai riservata ai battistrada. Alle loro spalle Van Avermaet continuava però a inseguire senza perdere completamente contatto con la testa della corsa.

La caduta che cambiò la storia della corsa

L’episodio che cambiò completamente il destino della gara arrivò nella discesa tecnica della Vista Chinesa. Nibali e Henao finirono violentemente a terra in una curva, vedendo sfumare ogni possibilità di conquistare una medaglia. Solo Rafał Majka riuscì a restare in piedi, ritrovandosi improvvisamente da solo al comando della prova olimpica.

Nel frattempo Van Avermaet riuscì a riportarsi sotto insieme al danese Jakob Fuglsang. I due collaborarono nell’inseguimento, riducendo progressivamente il distacco dal corridore polacco chilometro dopo chilometro.

Majka sembrava ancora in controllo della situazione, ma negli ultimi chilometri il suo vantaggio iniziò ad assottigliarsi fino ad annullarsi completamente. Poco prima dell’ingresso sul lungomare di Copacabana, Van Avermaet e Fuglsang completarono la rimonta, portando la sfida per l’oro a una volata a tre.

Lo sprint della vita e una pagina di storia

Sul rettilineo finale Greg Van Avermaet non lasciò spazio agli avversari. Il belga lanciò lo sprint con grande decisione, precedendo Majka e Fuglsang e conquistando la medaglia d’oro olimpica davanti a una folla festante.

Fu il coronamento di una carriera già ricca di successi, ma che proprio a Rio raggiunse il suo momento più alto. Quel trionfo rappresentò anche la prima medaglia del Belgio ai Giochi Olimpici del 2016 e contribuì ad aprire nel migliore dei modi la spedizione della nazionale belga.

Van Avermaet: un successo che ha segnato un’epoca

A distanza di dieci anni, l’impresa di Rio continua a occupare un posto speciale nella storia del ciclismo belga. Van Avermaet era già considerato uno dei corridori più completi del panorama internazionale, ma la conquista dell’oro olimpico gli permise di entrare definitivamente tra i grandi interpreti delle Classiche e delle corse di un giorno.

La vittoria di Copacabana rimane ancora oggi una delle immagini simbolo del ciclismo degli ultimi anni: una gara imprevedibile, decisa da continui ribaltamenti di fronte e conclusa con uno sprint destinato a diventare uno dei momenti più iconici nella storia dei Giochi Olimpici su strada.

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