Dopo aver eguagliato il record di cinque vittorie al Tour de France, Tadej Pogačar guarda già alle prossime sfide della sua carriera. Lo sloveno della UAE Team Emirates XRG ha ribadito che il suo obiettivo principale resta la conquista della Parigi-Roubaix, una delle poche grandi classiche ancora assenti dal suo straordinario palmarès. Tra i traguardi futuri figura anche la prova in linea delle Olimpiadi di Los Angeles 2028, pur consapevole delle difficoltà legate al calendario del Tour de France.
Intervenuto al podcast Tour 202 dell’emittente slovena RTV SLO, pochi giorni dopo gli eventi benefici organizzati nella sua Komenda, il campione del mondo ha fatto il punto sulle ambizioni che lo accompagneranno nelle prossime stagioni. Prima, però, c’è un appuntamento fondamentale: la Vuelta a España 2026, dove tornerà per la prima volta dal 2019 con l’obiettivo di completare la collezione dei tre Grandi Giri.
La Parigi-Roubaix resta la grande ossessione
Se il trionfo alla Milano-Sanremo 2026 gli ha permesso di completare un altro tassello della sua collezione di Monumento, Pogačar non nasconde quale sia oggi la corsa che desidera più di ogni altra.
“Voglio vincere ancora un Mondiale e una corsa a tappe, ma il grande obiettivo resta la Parigi-Roubaix.”
Lo sloveno è arrivato vicino all’impresa nelle ultime due edizioni dell’Inferno del Nord, chiudendo secondo nel 2025 alle spalle di Mathieu van der Poel e nuovamente secondo nel 2026, battuto soltanto da Wout van Aert nello sprint del velodromo di Roubaix.
Prestazioni che hanno dimostrato come il leader della UAE Team Emirates XRG abbia ormai tutte le caratteristiche per imporsi anche sul pavé, nonostante i rischi che una corsa tanto impegnativa comporta per un corridore che punta ogni anno anche alla vittoria del Tour de France.
Sanremo conquistata, cambia anche la preparazione
Tra i ricordi più belli della stagione c’è inevitabilmente la vittoria alla Milano-Sanremo, arrivata dopo anni di tentativi e al termine di una corsa spettacolare, nella quale Pogačar riuscì a imporsi nonostante una caduta nel finale.
Il campione sloveno ha confessato di non aver ancora realizzato completamente l’importanza di quel successo.
“Non credo di aver ancora capito davvero di aver vinto la Milano-Sanremo. Probabilmente me ne renderò conto il prossimo inverno, quando non dovrò più andare continuamente ad allenarmi sulla Cipressa e sul Poggio.”
Pogačar ha spiegato come la preparazione verso la Classicissima lo abbia portato negli ultimi anni a trascorrere moltissimo tempo sulle due salite simbolo della corsa, aggiungendo di preferire spesso allenarsi sulle strade francesi, considerate meno trafficate rispetto alla Riviera ligure.
Le Olimpiadi di Los Angeles 2028 tra i grandi obiettivi
Oltre alla Roubaix, Pogačar guarda con grande interesse anche ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028, dove punta a migliorare il bronzo conquistato nella prova in linea di Tokyo 2020.
Lo sloveno aveva rinunciato all’appuntamento olimpico di Parigi nel 2024 dopo aver conquistato Giro d’Italia e Tour de France, spiegando di non sentirsi nelle condizioni fisiche ideali per affrontare un’altra grande corsa. In quell’occasione aveva inoltre ammesso che la mancata convocazione della compagna Urška Žigart aveva contribuito alla decisione.
Il percorso olimpico di Los Angeles, con partenza da Venice Beach e arrivo in salita al Griffith Observatory, rappresenta una sfida che si adatta perfettamente alle caratteristiche del campione del mondo.
Il calendario e il dialogo con la UAE Team Emirates XRG
L’appuntamento olimpico, tuttavia, arriverà appena una settimana dopo la conclusione del Tour de France 2028, costringendo Pogačar e la sua squadra a pianificare con attenzione la stagione.
Lo stesso sloveno ha riconosciuto che un programma costruito per arrivare al massimo della condizione ai Giochi potrebbe non coincidere perfettamente con gli interessi della UAE Team Emirates XRG.
“Le Olimpiadi sono una corsa che vorrei davvero vincere. Si disputano soltanto ogni quattro anni e dovrò prepararmi per arrivarci nella migliore condizione possibile. Allo stesso tempo so che questa gara non coincide esattamente con gli interessi della squadra, ma sono i miei desideri e penso che il team li terrà in considerazione.”
Negli ultimi anni la formazione emiratina ha più volte dimostrato grande flessibilità nella gestione del calendario del proprio capitano, concedendogli la possibilità di affrontare nuove sfide e mantenere alta la motivazione.
Un palmarès sempre più completo
Prima di pensare alla Roubaix o alle Olimpiadi, però, Pogačar avrà un obiettivo immediato: la Vuelta a España 2026. Un eventuale successo gli permetterebbe di aggiungere anche la corsa spagnola al proprio palmarès, completando il tris di vittorie nei Grandi Giri dopo i successi ottenuti al Tour de France e al Giro d’Italia.
A 27 anni il fuoriclasse sloveno continua a cercare nuovi stimoli e nuove imprese. Con cinque Tour de France, un Giro, quattro Monumento differenti, un Mondiale e numerose corse a tappe già conquistate, le gare ancora assenti nel suo curriculum sono ormai pochissime. Proprio per questo la Parigi-Roubaix rappresenta oggi la sfida più affascinante: l’ultimo grande Monumento da conquistare per completare una carriera già entrata nella storia del ciclismo.